domenica 11 dicembre 2011

Mini pancake con panna acida e uova di lompo

mini pancake uova di lompo
L’idea per questa ricettina originale, d’effetto e facile da preparare l’ho rubata dal numero di dicembre di Alice Cucina. Io però ho preferito usare la mia ricetta per fare i pancake, mettendo solo meno zucchero rispetto al solito.
Lista della spesa:
  • Impasto pancake (invece di 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaino)
  • burro per cuocere q.b.
  • panna acida q.b.
  • 50 gr uova di lompo nere
  • 50 gr uova di lompo rosse
  • aneto per decorare
Prepara l’impasto per pancake seguendo la mia ricetta, ma invece di mettere 2 cucchiai di zucchero mettine solo un cucchiaino. Scalda una grande padella antiaderente, ungila con del burro e quando è ben calda forma i mini pancake versando il composto con un cucchiaino da tè. Nella mia padella riuscivo a farne 6 alla volta. Quando iniziano a fare le bollicine sul lato non ancora cotto e quando sono ben dorate dall’altro lato è ora di girarli. Lasciali cuocere ancora un minutino e man mano che sono pronti trasferiscili su un vassoio.
Prepara la panna acida seguendo la mia ricetta, quando i mini pancake sono raffreddati metti su ognuno un cucchiaino di panna acida (se vuoi fai un ciuffetto più carino usando una sac à poche), un cucchiaino di uova di lompo e decora con un ciuffetto di aneto.

Questa ricetta partecipa alla raccolta:

sabato 10 dicembre 2011

USA memories e il mio adorato Flapjack: cuciniamo i pancake

Quando mi capita di rifare i pancake mi si apre un mondo di emozioni che mi riportano a quei tre mesi vissuti negli Stati Uniti, a Philadelphia, come ragazza alla pari nella tipica famiglia americana da film, dove i pancake della colazione della domenica mattina erano un must immancabile. Era il papà della famiglia che li faceva, rigorosamente con il preparato per pancake di Aunt Jemima (ma lì qualunque cosa veniva cucinata con un preparato, anche il ripieno del tacchino del Ringraziamento!!). Poi li cuocevamo su una piastra che veniva posizionata sul piano cottura e prendeva tre fuochi. E uno, due, tre, quattro pancake… con sciroppo d’acero, mirtilli, gocce di cioccolato, e a seguire bacon e uova… e così si arrivava all’ora di pranzo, tutti ancora con il pigiamone e la pancia ormai già piena.

E poi c’è ancora un altro legame affettivo che mi unisce ai pancake. Forse non tutti sanno che i pancake, quando sono spessi e non troppo grandi, si chiamano flapjack, e Flapjack è il nome del protagonista del cartone animato che traducevo io, che ho seguito dalla prima puntata per tre stagioni. Il mio bambino, mi manca tanto.

FlapJack_by_SalamanderLich

Immagine presa da: http://salamanderlich.deviantart.com

I pancake si possono fare con il latticello, o semplicemente con il latte. Ho intenzione di preparare il latticello in casa con la panna fresca uno di questi giorni, ma visto che non l’ho ancora fatto, oggi propongo la ricetta per pancake con il latte, che va benissimo per quelle volte che ci prende la voglia matta e improvvisa di pancake perché richiede ingredienti sempre reperibili in casa, e vi rimando a breve per la ricetta con il latticello.

www.joyofbaking.com è stato il mio sito di riferimento per realizzare questi pancake.

Lista della spesa per 8 pancake (10 cm di diametro):

  • 130 gr farina bianca 00
  • 2 cucchiai zucchero
  • 1 1/2 cucchiaini lievito in polvere
  • 1 pizzico sale
  • 30 gr burro (più quello per la cottura)
  • 240 ml latte
  • 2 uova piccole (o 1 uovo grande)

Fai sciogliere il burro (o in un pentolino a fuoco bassissimo, o al microonde) e lascialo raffreddare un pochino.

Come per i muffin, anche per preparare i pancake devi lavorare da una parte gli ingredienti secchi e dall’altra quelli liquidi, per poi unirli solo in un secondo momento. Setaccia quindi la farina in una ciotola insieme allo zucchero, al lievito e al sale.

In un’altra ciotola sbatti le uova, aggiungi il burro fuso e infine il latte. Mescola bene.

Ora unisci i liquidi ai secchi: fai una fontana negli ingredienti secchi e versaci al centro gli ingredienti liquidi, tutti in una volta. Mescola velocemente finché tutto il composto sarà umido ma non troppo legato. Per dei pancake soffici, infatti, è fondamentale che rimangano dei piccoli grumi non ben amalgamati.

Metti a scaldare sul fuoco una grande padella antiaderente e ungila con poco burro. Quando è ben calda inizia a fare i tuoi pancake. Puoi farli della misura che vuoi, la misura standard di solito corrisponde a circa un mestolo. Per avere dei pancake rotondi e regolari versa il composto in un unico punto e lascia che si allarghi da solo: verranno dello spessore giusto e uniforme e di forma regolare. Cuocili per qualche minuto su fiamma abbastanza alta, senza spostarli. Quando iniziano a formarsi delle bollicine sulla superficie non ancora cotta e quando l’altro lato è dorato è ora di girarli. Girali con una spatola in un colpo solo e lasciali cuocere ancora pochi minuti. Per il secondo lato ci vuole meno. Man mano che sono pronti appoggiali su un piatto da portata, meglio non metterli uno sopra l’altro perché altrimenti si inumidirebbero troppo.

Sono buoni mangiati caldi, quindi se vuoi portarti avanti e prepararne un po’, poco prima di servirli scaldali in forno a 170° per 10-15 minuti.

Servili con una bella colata di sciroppo d’acero.

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 Immagine presa da: http://mildlyamused.tumblr.com/

Se non hai lo sciroppo d’acero cospargili con del cioccolato fuso, con della marmellata o del miele.

Altre idee: Aggiungi delle gocce di cioccolato all’impasto prima di cuocerlo, oppure mentre sono in cottura, appena iniziano a fare le bollicine dal lato non cotto, cospargili con dei mirtilli che andranno ad inglobarsi e continua la cottura normalmente.

Questa ricetta partecipa alla raccolta:

martedì 6 dicembre 2011

Preparato per cioccolata calda

preparato per cioccolata calda
Quando cerchi qualcosa stai pur sicuro che in rete troverai diverse risposte. Così, cercando ideuzze per i cesti di Natale homemade, ho scoperto che il preparato per cioccolata calda impazza sui blog. L’idea mi è sembrata carinissima e da rubare subito, perché ho sempre fatto la cioccolata in casa, ma non avevo mai pensato di farne un po’ da tenere di scorta comoda comoda, o da regalare! Quante giornate lisboete ha scaldato la cioccolata preparata in casa che alla fine era sempre troppo densa e troppo piccante, ma buonissima da sciogliere il cuore e farmi passare un pochino di malinconia di casa. Perché il cioccolato, si sa, è un antidepressivo naturale!
Dopo una serie di prove sono arrivata alle dosi che seguono, il risultato è una cioccolata densa al punto giusto e non troppo dolce.
Lista della spesa per 12 tazze:
  • 70 gr cacao amaro
  • 180 gr cioccolato fondente
  • 100 gr zucchero semolato
  • 60 gr zucchero di canna
  • 50 gr maizena
  • aroma a piacere (peperoncino, cannella, zenzero, scorza di arancia…)
Metti il cioccolato fondente in frigorifero per almeno un’ora o in congelatore per una decina di minuti per raffreddarlo bene in modo che non si sciolga quando viene frullato. Mettilo a pezzetti in un frullatore e riducilo in polvere facendo girare il frullatore a colpetti, sempre per non scaldare troppo il cioccolato. Mescola la polvere di cioccolato ottenuta insieme agli altri ingredienti setacciati. Puoi lasciarla neutra o aggiungere un aroma o più aromi a tuo gusto.
Per preparare una tazza di cioccolata:
Metti 3 cucchiai di preparato in un pentolino e aggiungi 150 ml di latte poco alla volta per non formare grumi. Porta a bollore a fuoco basso mescolando sempre con un cucchiaio di legno. Quando inizia a bollire cuoci ancora per qualche minuto e aumenta il tempo di cottura per ottenere una cioccolata più densa.
cioccolata calda

Paté di petto d’anatra

 
Questa è una ricetta presa da un vecchio numero di La Cucina Italiana di mio papà, il numero di dicembre del 1992. Mi piace sfogliare le sue vecchie riviste di cucina, e scoprire che aveva fatto le orecchie proprio alle pagine a cui le avrei fatte anch’io!
Io sono una patita di paté, quello buono, quello fatto in casa, e questo è uno dei miei preferiti. È delicato ma appetitoso, indicato anche per chi non mangia il fegato, ma buono come quello di fegato.
 
Lista della spesa:
  • 500 gr petto di anatra
  • 200 gr vino bianco secco
  • 150 gr burro
  • 30 gr cipolla
  • 30 gr sedano
  • 20 gr carota
  • qualche foglia salvia
  • cognac
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe nero in grani
Per servire:
  • pane
  • scorzetta d’arancia
  • rosmarino
 
Taglia a pezzi il petto d’anatra senza togliergli la pelle, mettilo in un recipiente insieme al vino, alla salvia e alla cipolla tagliata a pezzettini. Copri il recipiente con la pellicola trasparente  e metti il tutto a marinare per 6 ore in frigorifero. Taglia a pezzettini il sedano e la carota. Scola la carne dalla marinatura e mettila da parte, scola anche la cipolla e la salvia e falle appassire con un filo d’olio in una casseruola capiente insieme a sedano e carota. Unisci poi il petto d’anatra e fallo rosolare bene su tutti i lati. Bagna con il vino della marinatura, aggiungi sale, pepe e fai cuocere a fuoco moderato fino a quando il liquido non si sarà asciugato completamente, ci vorrà una mezz’ora. Togli la salvia e passa il resto al mixer fino ad ottenere un composto molto fine. Lascialo raffreddare, quindi aggiungi il burro ammorbidito (o lasciandolo a temperatura ambiente, o mettendolo tra due strati di carta forno e battendolo con un mattarello fino a renderlo morbido) e 2 cucchiai di cognac. Fai girare ancora il mixer per amalgamare bene gli ingredienti e arieggiare il composto. Assaggia e aggiusta di sale e pepe se è necessario. Trasferiscilo su un foglio di carta da forno e forma un cilindro lungo. Se ti sembra troppo morbido, lascialo in frigorifero per un po’ a indurire prima di formare il salame. Avvolgilo nella carta forno e conservalo in frigorifero per 4 giorni. Puoi anche congelarlo, ci ho già provato e rimane perfetto.
Affetta il paté e posalo su una fetta di pane tagliata a dischetto con uno stampino. Decora a piacere con scorzette d’arancia e rosmarino.

venerdì 2 dicembre 2011

Composta di radicchio profumata di amaretti, cannella e arancia

Composta di radicchio
 
Continuiamo con la rassegna dei regali caserecci e culinari di Natale, con una ricetta presa dal libro “Fatto in casa” di Francesca Badi e Cristina Bottari, leggermente modificata da me perché Bucci mio non gradisce il liquore all’amaretto, che è stato quindi sostituito con del brandy.
È una composta ottima per accompagnare i formaggi a pasta dura.
Lista della spesa per circa 5 vasetti da 150 grammi:
  • 1 kg radicchio rosso
  • 100 ml vino rosso
  • 100 ml aceto balsamico
  • 250 gr zucchero semolato
  • 250 gr zucchero di canna
  • scorza di 1 arancia bio
  • 1 pizzico cannella in polvere
  • 1 chiodo di garofano
  • 1 bicchierino (30 ml) brandy (o di amaretto)
  • amaretti sbriciolati
Sterilizza i vasetti dove hai intenzione di conservare la tua composta.
Lava bene il radicchio rosso e affettalo molto sottile. Sminuzzalo anche con l’aiuto di una mezzaluna. Fallo stufare in una pentola insieme al vino rosso e all’aceto balsamico su fuoco vivace fino a quando i liquidi non saranno evaporati completamente (ci vorrà una buona mezz’ora). Potrebbe essere necessario cambiare pentola alla fine di questo procedimento: se vedi che ci sono molti frammenti di radicchio rimasti attaccati alle pareti della pentola è meglio cambiarla, quelle parti potrebbero essere secche e bruciacchiate. Disponi dunque il radicchio stufato in una pentola, aggiungi lo zucchero semolato e quello di canna, la scorza di arancia, la cannella, il chiodo di garofano, il brandy e due amaretti sbriciolati (se usi il liquore all’amaretto non aggiungere i due amaretti sbriciolati). Io ho messo il chiodo di garofano all’interno di un filtro da tè, perché non volevo che restasse nella composta invasata. In questo modo ha rilasciato il sapore ma ho avuto facilità nel rimuoverlo una volta finita la preparazione. Metti sul fuoco molto basso e lascia cuocere per 40 minuti.
Intanto metti un amaretto sbriciolato sul fondo di ogni vasetto. Quando la composta è pronta, procedi con l’invasatura a caldo.
Questa composta può essere consumata a partire da 15 giorni dopo la preparazione.

Sterilizzazione per le conserve

La sterilizzazione dei vasetti per le conserve è fondamentale perché previene la formazione di batteri e muffe, in particolare il tanto temuto botulino. È bene evitare di utilizzare più di una volta i coperchi o le guarnizioni in gomma dei barattoli perché non garantiscono più una chiusura perfettamente ermetica.

Lava i vasetti e i coperchi con il detersivo o in lavastoviglie, sterilizzali facendoli bollire in acqua con i loro coperchi per almeno 20 minuti. Separali con un panno pulito in modo che non sbattano l’uno contro l’altro durante la bollitura. L’acqua deve sempre superare di qualche centimetro il bordo dei barattoli. Insieme sterilizza anche la pinza con la quale raccoglierai poi i vasetti. Estrai i vasetti con la pinza e mettili a scolare su un panno pulito, prima a testa ingiù e poi a testa insù quando sono ancora caldissimi così l’acqua evaporerà con il calore. Prima di riempirli è necessario che si siano asciugati completamente.

A seconda della preparazione è possibile invasare a caldo o sterilizzare la composta finita già nel barattolo chiuso ermeticamente.

INVASATURA A CALDO

I prodotti che richiedono una cottura prima di essere conservati (come le marmellate, le conserve, le passate, i sughi…) possono essere invasati a caldo: versa la composta quando è ancora bollente nel vasetto sterilizzato, fino a 1 cm dal bordo. Pulisci bene i bordi con un panno pulito e inumidito e chiudi ermeticamente con coperchi nuovi. Capovolgi i vasetti per almeno 5 minuti in modo che si sterilizzino anche i coperchi e avvolgili in un canovaccio. Quindi girali e lasciali raffreddare, sempre avvolti. Raffreddando dovrebbero andare sottovuoto. Se questo non dovesse accadere forse la composta non era sufficientemente calda, o hai aspettato troppo a mettere il coperchio, o ancora i vasetti hanno subito sbalzi di temperatura perché non erano bene avvolti nel panno. Procedi con una seconda sterilizzazione, come indicato qui sotto.

STERILIZZAZIONE DEI VASETTI PIENI

Posiziona i vasi sigillati in una pentola separati tra loro da un panno pulito. Aggiungi dell’acqua alla stessa temperatura della conserva in quantità sufficiente a superare i vasetti di qualche centimetro. Porta a ebollizione e da quel momento falli andare almeno 30 minuti. Spegni il fuoco e lasciali raffreddare in acqua. Man mano che raffredderanno andranno sotto vuoto. Quando l’acqua è completamente fredda puoi estrarli, asciugarli e conservarli in un luogo fresco, asciutto e buio.

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