giovedì 24 gennaio 2013

Pici al lago Maggiore

Pici al ragù di pesce lago

Questo mese  La Cucina di Bucci festeggia un anno di partecipazioni all’MTC, grazie a tutti voi per quest’anno passato insieme, e in particolar modo a Ale, Dani e Giorgia! Grazie anche a te, Patty, per aver scelto una ricetta come i pici, e per averci regalato un pezzo della tua Toscana. Avrei voluto tanto farli io (e visto la loro bontà lo farò sicuramente!), ma sono davvero presissima con la tesi. Per la prima volta, infatti, la Cucina di Bucci mostrerà il suo lato maschile, questa volta il mattarello e i fuochi sono stati controllati dalle abili mani di  Bucci mio, il vero cuoco di casa. Lascio la parola a lui, che meglio di me saprà raccontarvi il suo piatto.

È un piacere per me poter entrare nell’incredibile mondo dell’MTC finalmente dal vivo! Anche se posso dire di conoscervi tutti, uno per uno, grazie ai racconti di Bucci mia. Comunque mi presento, sono Bucci (sì, anch’io!).

Questo sono io che seguo alla lettera le indicazioni di Patty: “Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.”

Ho cercato di immedesimarmi in quella gente che prima di me ha occupato i luoghi in cui viviamo, e ha saputo vivere di quello che offriva il territorio. E per chi, come noi, vive sul lago, la cucina di territorio non può che essere rappresentata dal pesce di lago.

In vostro onore avrei voluto sfoggiare le mie doti di pescatore, ma più che qualche trota nei laghetti di pesca sportiva non sono mai riuscito a prendere, allora mi sono affidato a chi il pescatore lo fa di mestiere. Sono andato alla cooperativa di pescatori della nostra zona e ho preso quello che erano riusciti a pescare la notte prima: salmerino, trota, persico e gardon (niente lavarello, purtroppo).

Siccome i pici sono serviti tradizionalmente con il ragù, per non snaturare troppo questo piatto ho deciso di utilizzare i pesci di lago proprio per cucinare un ragù. E qual miglior vino per sfumare il pesce del lago Maggiore, se non un vino prodotto nelle nostre zone come il Bianco delle Colline Novaresi?

Pici al ragù di pesce del lago Maggiore

Lista della spesa per i pici (4 porzioni):

  • 200 gr farina 00
  • 100 gr farina di semola rimacinata
  • 2 generosi cucchiai d’olio extravergine di oliva
  • 1 pizzico di sale
  • acqua q.b. (circa 1 bicchiere scarso)

Per preparare i pici ho seguito la ricetta di Patty.

Impasto pici

Preparazione pici

La ricetta era perfetta, ho solo un piccolo accorgimento da consigliare. Per tirare i pici io mi inumidivo leggermente le mani in modo che la pasta facesse un po’ di attrito sul piano di legno e rollasse bene.

Pici

Lista della spesa per il ragù di pesce di lago (4 porzioni):

  • 1/2 carota
  • 1/2 costa di sedano
  • 1/2 cipolla piccola
  • 1 spicchio aglio in camicia
  • 2 foglie di basilico
  • 1 filetto di salmerino
  • 1 filetto di trota
  • 2 filettini di persico
  • 4 filettini di gardon
  • pepe bianco
  • 1/2 bicchiere vino bianco Colline Novaresi (o comunque un bianco secco)
  • 400 gr polpa fine di pomodoro

Pulisci i filetti di pesce e rimuovi la pelle e le lische con l’aiuto di una pinzetta; tagliali a cubetti.

Pesce di lago

Taglia a cubetti piccolissimi le verdure, quindi soffriggile a fuoco dolce insieme all’aglio in camicia in un filo di olio extravergine per circa 10 minuti.

Alza la fiamma e unisci tutto il pesce facendolo rosolare per 2-3 minuti. Aggiungi il sale e il pepe e sfuma con un buon vino bianco secco. Aggiungi la polpa di pomodoro, una foglia di basilico fresco tritato e lascia cuocere a fuoco lento per 10 minuti, aggiustando di sale se necessario.

Ragù di pesce di lago

Cuoci i pici per circa 5 minuti in abbondante acqua bollente salata (saranno pronti quando saliranno a galla e l’acqua riprenderà a bollire). Scolali e uniscili al ragù in padella, falli saltare un attimo per insaporire bene.  Prima di servire guarnisci con dell’altro basilico fresco.

Pici al ragù di pesce lago

 

Con questa ricetta partecipo all’MTC di Gennaio di Menuturistico e Patty:

14 commenti:

  1. Ma che buoni, complimenti e in bocca al lupoper la tesi. Ciao.

    RispondiElimina
  2. Bucci carissima, passo prestissimo a commentarti. Volevo solo sbirciare. Che meraviglia! Un bacione, Pat

    RispondiElimina
  3. non vedo il video, porcamiseria...(ma son problemi di questo pc, appena riesco adapprodare all'altro curioso)
    con ordine

    1. Benvenuto al Bucci Suo- e grazie per averci finalmente svelato l'arcano, perchè io per prima non sapevo più come districarmi. Ero anche convinta che fosse un cognome- giuro.

    2. La precisazione iniziale, sulle capacità culinarie del cuoco, è superflua. Piuttosto,a vrei gradito indicazioni sui rimedi per riprendersi presto da simili visioni verso mezzogiorno- o su come arrivare a casa vostra, in tempo per il pranzo.

    3. Ora che è stato svelato il mistero della vera identità di Bucci, attendo lumi su quella del Gardon. Prima che parta la battuta "il gardon? ma non era il maggioron?

    :-)
    Grazie infinite!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ci sono video!!!

      1. Bucci mio ringrazia! C'è chi ci chiama già famiglia Bucci, proprio come fosse un cognome!

      2. Arrivi tardi, Ale!! Ci siamo mangiati 4 porzioni in 2!!!

      3. Hahahaha il Maggioron!!!
      Allora, il GARDON... chi è costui? E' un pesce che è stato introdotto in tempi abbastanza recenti nelle acque dolci dell'Italia settentrionale a fini sportivi. Nel Lago Maggiore si è adattato velocemente, e in poco tempo ha scombussolato la fauna esistente, causando soprattutto la scomparsa delle alborelle. Per questo motivo è sempre stato tanto vituperato, e negletto dalla buona cucina. I pesci nobili come persico, lucioperca, trota e coregone sono sempre stati presentati sulle tavole dei palati più fini, mentre i poveri pesci bianchi come il gardon potevano essere solo protagonisti della cucina popolare. Solo ultimamente è in corso un'opera di valorizzazione e riscoperta di questo pesce tanto disprezzato.
      E Bucci mio ha scelto di usare il gardon proprio per questo motivo!

      Grazie a te Ale!!!!

      Un bacione dai Buccis

      Elimina
  4. Taaaanto piacere di "conoscerti" Bucci suo! ero passata apposta per vedere la ricetta di Bucci tua, ed ho avuto questa sorpresa! immensamente felice per due cose:
    a) alzi la media maschile degli MTChallengers
    b) la vostra ricetta di pesce del lago Maggiore è meravigliosa, con tutto che due su quattro dei pesci che hai usato non sapevo neanche che esistessero! pardon per la gnuranza!!
    che dire, pici perfetti per un sugo perfetto!
    Francy
    ps : bella la foto affettuosa con la pasta!! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Piacere mio!!
      a) Menomale che c'è Gianni!
      b) Grazie! Il pesce di lago in effetti è conosciuto e diffuso solo sulle rive dei laghi, e anche qui non è che si trovi ovunque! Quindi sei perdonata, e io sono felice di farlo conoscere un po'!!
      ps: quella foto, se fosse stato per me, NON doveva esserci! E' la Bucci femmina che fa la sentimentale...

      Elimina
  5. Certo che voi Bucci siete proprio una bella coppia! Questo ragù è uno spettacolo, e mi piacerebbe provarlo, visto che anch'io vivo da qualche anno vicino al lago, ma un po' più ad est (Como). Salmerino, trota e persico (che buono con il risotto!), li ho già gustati, ma del gardon non avevo mai sentito parlare... grazie per la scoperta e complimenti per la ricetta! Bucci in versione maschile: sei proprio bravo :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ale!! Anche tu lacustre come noi!!! Allora devi provarlo, a me è piaciuto davvero tantissimo!! Il gardon, come ho detto più sopra a Ale, è un pesce che in effetti è sempre stato disprezzato, e davvero poco usato nella cucina di un certo livello. Ma i nostri laghi ne sono pieni, e solo ultimamente lo si sta riscoprendo. Se ti capita provalo! Bucci mio ti ringrazia ;)
      Un abbraccio, cara!!
      Bucci

      Elimina
  6. ahhhh Bucci! hai tirato fuori il pezzo da novanta? L'ho già detto ad un altro concorrente: è assolutamente favoloso vedere mani maschili tirare i pici. Devi sapere che questa è un attività quasi prettamente femminile in toscana. Gli uomini tutt'al più fanno il filo ai fagiani o ai cinghiali con cui condire i pici successivamente. Ma l'esecuzione, se devo dirla tutta, è ammirevole, gagliarda e assolutamente affascinante. Una bella ricetta che sa di terra anche se ha i riflessi del lago (per la cronaca, adoro il Lago Maggiore, ne sono innamorata e sono venuta spesso). Complimenti a entrambi per questo post stupendo. Un abbraccio, Pat

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh sì, ho tirato fuori l'asso nella manica, Bucci mio!! Che ridere, mentre stava leggendo il tuo post a un certo punto mi dice: "Eh, no, non posso farli!". E io: "Perché?" "Perché c'è scritto che si deve sentire la mano della donna che li ha tirati!". In effetti in Italia la pasta fatta in casa rimane un compito prettamente femminile, ma anche a me è piaciuto tanto vederlo fare da un uomo.
      Grazie mille Patty!!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...